Nonostante i limiti in termini di diffusione, i benefici ottenuti da chi ha usufruito del Superbonus sono concreti:
- Efficienza energetica migliorata: Gli edifici riqualificati hanno registrato un risparmio energetico medio tra il 30,9% e il 46,4%, con una riduzione stimata delle emissioni di CO₂ di circa il 50%.
- Miglioramento del comfort e della sicurezza: Interventi su involucro, impianti e strutture hanno aumentato la salubrità, la sicurezza antisismica e il valore di mercato degli immobili riqualificati.
Prospettive future: dal 110% alla sfida della riqualificazione di massa
Guardando avanti, la sfida resta enorme. Secondo dati del 2023, circa il 45% degli edifici italiani appartiene ancora alle classi energetiche peggiori (F e G). Si parla quindi di oltre 13-14 milioni di unità abitative che necessitano di riqualificazione energetica significativa, per rientrare nei target della Direttiva europea “Case Green”. La Direttiva europea “Case Green” impone entro il 2033 il raggiungimento della classe energetica D per tutti gli edifici residenziali, un obiettivo molto ambizioso che richiederà:
- Nuovi incentivi più selettivi e sostenibili, che puntino a risultati misurabili con risorse pubbliche limitate;
- Maggior equità territoriale, per evitare che le aree svantaggiate restino escluse;
- Semplificazione delle procedure e certezza normativa per favorire l’adesione;
- Strategie complementari di lungo periodo, come la formazione di tecnici, l’innovazione nei materiali e la diffusione di modelli di finanziamento sostenibili.
In sintesi:
| Indicatore |
Valore stimato |
| Totale edifici residenziali |
~12,2 milioni |
| Edifici ristrutturati col Superbonus |
~498.000 (≈5%) |
| Edifici ancora da ristrutturare |
≈11,7 milioni |
| Abitazioni in classe F-G (da riqualificare)** |
13-14 milioni di unità abitative |
Il Superbonus 110% ha avuto un fortissimo impatto economico e ambientale, ma su una porzione ancora modesta del patrimonio edilizio nazionale. Ha funzionato come catalizzatore, dimostrando che una riqualificazione profonda e diffusa è possibile, ma anche complessa e costosa. Il vero nodo ora è trasformare l’eccezionalità del Superbonus in un modello duraturo, accessibile e sostenibile, capace di affrontare le grandi sfide del cambiamento climatico, della sicurezza e della rigenerazione urbana.