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Ediltec POLIISO VV Tetto caldo 1

COPERTURE PIANE SOTTO MEMBRANA SINTETICA DEL TIPO TETTO CALDO

Il tetto caldo è una delle configurazioni più diffuse per l’isolamento delle coperture piane e prevede il posizionamento dello strato isolante al di sotto del manto impermeabile.

 

A differenza del tetto rovescio, nel quale l’isolante viene installato sopra l’impermeabilizzazione, nel tetto caldo è quindi la membrana impermeabile a costituire lo strato superiore di protezione del pacchetto isolante.

 
Questa configurazione può essere realizzata con membrane bituminose o sintetiche, adottando materiali, sistemi di fissaggio e strati funzionali compatibili tra loro e con le condizioni di esercizio previste dal progetto.

La posizione protetta dell’isolante permette di limitarne l’esposizione diretta all’acqua meteorica e agli agenti atmosferici, contribuendo a preservarne nel tempo le caratteristiche e le prestazioni.

In una copertura piana con isolamento sotto membrana, il materiale isolante deve essere scelto considerando non soltanto la prestazione termica, ma anche le sollecitazioni determinate dalla stratigrafia e dal sistema di impermeabilizzazione.

 

Il prodotto che più si presta a questo tipo di applicazione è senza dubbio la schiuma polyiso di POLIISO® VV, poiché, oltre a possedere tutte queste caratteristiche, resiste a temperature d’esercizio fino a 110°C che facilmente possono venire sfiorate in questo tipo di applicazione.

 

I manti sintetici sono mescole di resine addittivate con plastificanti, stabilizzanti e pigmenti prodotte mediante estrusione, calandratura e spalmatura. Possono presentare struttura omogenea, o stabilizzata e rinforzata o anche supportata con fibre. L’impiego a vista di una guaina sintetica prevede l’uso di additivi con protezione anti UV.

Ediltec icona posa in opera

Verlegung

Sulla soletta si posa un tessuto non tessuto (da 500 g/m2 circa) per proteggere la successicva barriera al vapore dalle eventuali asperità del piano di posa. Sulla barriera al...

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Vorteile

La configurazione a tetto caldo permette di realizzare una stratigrafia relativamente compatta nella quale l'isolamento termico rimane protetto direttamente dal sistema di...

Ediltec icona avvertenze

Warnhinweise

Controllo del vapore La presenza e la posizione della barriera o del freno al vapore non dovrebbero essere definite automaticamente per ogni copertura.
La necessità dello strato di...

Ediltec icona faq

häufig gestellte Fragen - faq

Wo entstehen typische Wärmebrücken an Gebäuden?

Typische Wärmebrücken befinden sich beispielsweise an Decken- und Wandanschlüssen, Betonstützen, Ringankern, Stürzen, Gebäudeecken sowie Fenster- und Türanschlüssen. Entscheidend sind die Geometrie des Details und die verwendeten Materialien.

Sind 500 bzw. 700 kPa die dauerhaft zulässige Belastung?

Nein. Die angegebene Druckspannung ist ein Materialkennwert unter definierten Prüfbedingungen und darf nicht unmittelbar als dauerhaft zulässige Belastung der Konstruktion verwendet werden. Für langfristig beanspruchte Böden sind insbesondere das Druckkriechverhalten und die Bemessung des gesamten Bodenaufbaus relevant.

Welche Druckfestigkeit benötigt eine Dämmung unter Estrich?

Das hängt von der Nutzung und den tatsächlich auftretenden Belastungen ab. Wohnräume, gewerblich genutzte Flächen und hoch belastete Böden können sehr unterschiedliche Anforderungen stellen. Die erforderlichen mechanischen Eigenschaften der Dämmung müssen deshalb anhand des vollständigen Bodenaufbaus festgelegt werden.

Welche Druckfestigkeit benötigt XPS unter einer Bodenplatte?

Das lässt sich nicht pauschal anhand des Gebäudetyps bestimmen. Entscheidend sind unter anderem die auftretenden Lasten, deren Verteilung, die Dauer der Beanspruchung und der vollständige Gründungsaufbau. X-FOAM® HBT steht in den Druckfestigkeitsklassen 300, 500 und 700 kPa zur Verfügung. Die Auswahl muss auf Grundlage der statischen Bemessung und der für die Anwendung geltenden technischen Nachweise erfolgen.

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