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POLIISO® FB

POLIISO® FB è un pannello per l’isolamento termico costituito da una schiuma polyiso rigida a celle chiuse, espansa senza l’impiego di CFC o HCFC, rivestita su entrambe le facce con supporti specifici per applicazioni ad elevate prestazioni. La faccia superiore è costituita da velovetro addizionato con fibre minerali, da posizionare sul lato maggiormente esposto al rischio incendio, mentre la faccia inferiore è in velovetro saturato mineralizzato.

 

I pannelli dichiarano valori di λD pari a 0,027 W/mK per spessori fino a 40 mm, 0,026 W/mK per spessori da 50 a 90 mm e 0,025 W/mK per spessori superiori, secondo la norma europea EN 13165. Sono disponibili nel formato standard 600 × 1200 mm, con spessori da 30 a 160 mm.

 

Grazie alla particolare composizione del rivestimento superiore, POLIISO® FB raggiunge la classificazione di reazione al fuoco B-s1,d0 secondo la norma EN 13501-1, una delle migliori ottenibili da un materiale isolante organico. Questa caratteristica lo rende particolarmente indicato per applicazioni dove le prestazioni antincendio rappresentano un requisito progettuale fondamentale.

 

APPLICAZIONI CON POLIISO® FB

  • Parete ventilata
  • Copertura con impianti fotovoltaici
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Vantaggi

Ediltec icona vantaggi

Utile da sapere

Reazione al fuoco B-s1,d0 La particolare faccia in velovetro addizionato con fibre minerali permette a POLIISO® FB di raggiungere la classificazione B-s1,d0 secondo EN 13501-1,...

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Avvertenze

Attenzione al verso di posa POLIISO® FB presenta due facce con caratteristiche differenti. Il lato in velovetro addizionato con fibre minerali deve essere orientato verso il lato...

Applicazioni con POLIISO® FB

Ediltec X FOAM HBD intercapedine 1

PARETE VENTILATA

Ediltec POLIISO FB tetto FotovoltaicoMediaQ

TETTO CALDO CON FOTOVOLTAICO

Altri Prodotti...

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Domande frequenti - faq

Perché due pannelli con lo stesso spessore possono avere prestazioni molto diverse?

Lo spessore, da solo, non determina la capacità isolante.

Il parametro realmente importante è la conducibilità termica dichiarata (λD): più questo valore è basso, maggiore sarà la capacità del materiale di limitare il passaggio del calore.

Ad esempio, un pannello con λD pari a 0,022 W/mK può raggiungere la stessa prestazione termica di un altro materiale che richiederebbe diversi centimetri in più di spessore.

Oltre alla conducibilità occorre però valutare anche:

  • stabilità dimensionale nel tempo;
  • assorbimento d’acqua;
  • resistenza meccanica;
  • continuità dell’isolamento nella posa;
  • presenza di ponti termici.

Due edifici con lo stesso spessore di isolamento possono quindi avere consumi energetici molto differenti se il materiale, la posa o la progettazione non sono adeguati.

L’isolamento continua a funzionare anche dopo molti anni?

Sì, purché venga scelto un materiale certificato e installato correttamente.

Le prestazioni di un isolante non dipendono solamente dal giorno della posa, ma dalla sua capacità di mantenere nel tempo le caratteristiche dichiarate.

Per questo le norme europee richiedono che i valori di conducibilità siano dichiarati considerando anche l’invecchiamento del materiale.

La durabilità dipende inoltre da diversi fattori:

  • esposizione all’umidità;
  • raggi UV durante il cantiere;
  • qualità della posa;
  • compatibilità con gli altri materiali;
  • eventuali deformazioni dovute ai carichi.

Un sistema isolante ben progettato può mantenere elevate prestazioni per tutta la vita utile dell’edificio, contribuendo a ridurre i consumi energetici e aumentando il comfort interno.

Come posso evitare i ponti termici quando realizzo un isolamento?

Anche il miglior pannello isolante può perdere efficacia se la progettazione dei dettagli costruttivi non è corretta.

I ponti termici si concentrano generalmente in corrispondenza di balconi, pilastri, travi, serramenti, attacchi tra pareti e coperture o punti di fissaggio.

Per limitarli è consigliabile:

  • garantire la continuità dello strato isolante;
  • scegliere pannelli con elevata precisione dimensionale e giunzioni adeguate;
  • progettare correttamente i raccordi tra i diversi elementi costruttivi;
  • utilizzare accessori compatibili con il sistema isolante;
  • verificare i dettagli mediante calcoli termoigrometrici quando richiesto.

Una corretta gestione dei ponti termici non migliora soltanto l’efficienza energetica, ma riduce anche il rischio di condensa superficiale, muffe e degrado dei materiali nel tempo.

Lo sfasamento termico dipende solo dallo spessore dell’isolante?

No. Lo sfasamento termico non dipende esclusivamente dallo spessore dell’isolante, ma dal comportamento dell’intera stratigrafia. Entrano in gioco diversi fattori, tra cui la conducibilità dei materiali, la loro capacità termica, la disposizione degli strati, la presenza di eventuali intercapedini ventilate e la resistenza termica complessiva dell’involucro. Per questo motivo due pareti con lo stesso spessore possono avere prestazioni estive molto differenti.

Quale ruolo svolgono gli isolanti PIR e XPS nel comportamento estivo dell’edificio?

I pannelli in poliuretano PIR e polistirene estruso XPS contribuiscono a migliorare il comportamento dinamico dell’involucro grazie alla loro elevata resistenza termica. Inseriti all’interno di una stratigrafia correttamente progettata, aiutano a limitare il flusso di calore verso gli ambienti interni, migliorando l’attenuazione termica e contribuendo al comfort estivo. Tuttavia, le prestazioni complessive dipendono sempre dalla progettazione dell’intero sistema costruttivo e non dal solo materiale isolante.

Qual è la reazione al fuoco degli isolanti termici

E’ sbagliato aspettarsi che un buon isolante termico vada anche a costituire una barriera per il fuoco. Non è un materiale a vista e la sua funzione è diversa. Proviamo poi a pensare quanti oggetti che compongono le nostre case finirebbero per bruciare prima e meglio di un isolante usato in intercapedine o in copertura. Mobili in legno, tende, divani, coperte… le stesse travi a vista di un tetto in legno.
Sono comunque disponibili in commercio degli isolanti termici organici come il POLIISO FB che offrono elevate prestazioni al fuoco (Euroclasse B s1 d0). In ogni caso è importante valutare le prestazioni al fuoco di un materiale in condizioni reali di esercizio come precisato anche in questa pagina e questo filmato.

Approfondimenti Tecnici

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