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X-FOAM® LMF

X-FOAM® LMF è un pannello per l’isolamento termico in polistirene estruso (XPS) monostrato di colore indaco, con pelle di estrusione e bordi ad incastro maschio-femmina sui quattro lati. Le lastre dichiarano valori di resistenza alla compressione compresi tra 200 e 300 kPa, in funzione dello spessore, e sono disponibili nel grande formato 600 × 2800 mm, con spessori da 30 a 100 mm. X-FOAM® LMF è classificato in Euroclasse E secondo la norma europea EN 13501-1.

La particolare lunghezza della lastra e il sistema di incastro maschio-femmina rendono X-FOAM® LMF particolarmente indicato per l’isolamento termico delle pareti cave. Il grande formato permette di coprire superfici estese con un numero ridotto di elementi, mentre l’incastro perimetrale favorisce il corretto accostamento delle lastre e la continuità dello strato isolante.

La struttura a celle chiuse tipica del polistirene estruso completa le caratteristiche del prodotto, offrendo resistenza all’umidità, robustezza e stabilità, qualità particolarmente interessanti per un isolante destinato a essere inserito all’interno della stratigrafia della parete.

APPLICAZIONI CON X-FOAM® LMF

  • Parete cava / isolamento in intercapedine
Ediltec icona posa in opera

Vantaggi

Ediltec icona vantaggi

Utile da sapere

Grande formato per l'isolamento delle pareti La lunghezza di 2800 mm consente di coprire gran parte dell'altezza della parete con un'unica lastra, riducendo il numero di giunzioni...

Ediltec icona avvertenze

Avvertenze

Pensato per la posa verticale Il formato 600 × 2800 mm è particolarmente funzionale nell'isolamento delle pareti: permette di utilizzare elementi continui in altezza e di ridurre...

Applicazioni con X-FOAM® LMF

Ediltec X FOAM LMFparete cava 1

ISOLAMENTO IN INTERCAPEDINE (PARETE CAVA) CON POLISTIRENE ESTRUSO

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Domande frequenti - faq

Perché due pannelli con lo stesso spessore possono avere prestazioni molto diverse?

Lo spessore, da solo, non determina la capacità isolante.

Il parametro realmente importante è la conducibilità termica dichiarata (λD): più questo valore è basso, maggiore sarà la capacità del materiale di limitare il passaggio del calore.

Ad esempio, un pannello con λD pari a 0,022 W/mK può raggiungere la stessa prestazione termica di un altro materiale che richiederebbe diversi centimetri in più di spessore.

Oltre alla conducibilità occorre però valutare anche:

  • stabilità dimensionale nel tempo;
  • assorbimento d’acqua;
  • resistenza meccanica;
  • continuità dell’isolamento nella posa;
  • presenza di ponti termici.

Due edifici con lo stesso spessore di isolamento possono quindi avere consumi energetici molto differenti se il materiale, la posa o la progettazione non sono adeguati.

L’isolamento continua a funzionare anche dopo molti anni?

Sì, purché venga scelto un materiale certificato e installato correttamente.

Le prestazioni di un isolante non dipendono solamente dal giorno della posa, ma dalla sua capacità di mantenere nel tempo le caratteristiche dichiarate.

Per questo le norme europee richiedono che i valori di conducibilità siano dichiarati considerando anche l’invecchiamento del materiale.

La durabilità dipende inoltre da diversi fattori:

  • esposizione all’umidità;
  • raggi UV durante il cantiere;
  • qualità della posa;
  • compatibilità con gli altri materiali;
  • eventuali deformazioni dovute ai carichi.

Un sistema isolante ben progettato può mantenere elevate prestazioni per tutta la vita utile dell’edificio, contribuendo a ridurre i consumi energetici e aumentando il comfort interno.

Come posso evitare i ponti termici quando realizzo un isolamento?

Anche il miglior pannello isolante può perdere efficacia se la progettazione dei dettagli costruttivi non è corretta.

I ponti termici si concentrano generalmente in corrispondenza di balconi, pilastri, travi, serramenti, attacchi tra pareti e coperture o punti di fissaggio.

Per limitarli è consigliabile:

  • garantire la continuità dello strato isolante;
  • scegliere pannelli con elevata precisione dimensionale e giunzioni adeguate;
  • progettare correttamente i raccordi tra i diversi elementi costruttivi;
  • utilizzare accessori compatibili con il sistema isolante;
  • verificare i dettagli mediante calcoli termoigrometrici quando richiesto.

Una corretta gestione dei ponti termici non migliora soltanto l’efficienza energetica, ma riduce anche il rischio di condensa superficiale, muffe e degrado dei materiali nel tempo.

Quale ruolo svolgono gli isolanti PIR e XPS nel comportamento estivo dell’edificio?

I pannelli in poliuretano PIR e polistirene estruso XPS contribuiscono a migliorare il comportamento dinamico dell’involucro grazie alla loro elevata resistenza termica. Inseriti all’interno di una stratigrafia correttamente progettata, aiutano a limitare il flusso di calore verso gli ambienti interni, migliorando l’attenuazione termica e contribuendo al comfort estivo. Tuttavia, le prestazioni complessive dipendono sempre dalla progettazione dell’intero sistema costruttivo e non dal solo materiale isolante.

L’EPS costa meno dell’XPS e ha le stesse prestazioni?

FALSO

L’XPS possiede migliori caratteristiche in termini di resistenza alla compressione, assorbimento d’acqua e resistenza a cicli di gelo/disgelo, abbinate a elevate prestazioni termiche a lungo termine, anche a causa dello scarso rischio che assorba acqua ed umidità.

Fino a quale temperatura la lastra di polistirene estruso conserva la sua forma?

Per il polistirene estruso la temperatura massima di esercizio è di 75°C. Con temperature superiori possono verificarsi deformazioni permanenti: è consigliato quindi non coprire con protezioni scure i pannelli durante le calde giornate estive.

 

Approfondimenti Tecnici

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