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POLIISO CURVO

POLIISO CURVO è una soluzione per l’isolamento termico di superfici curve, sagomate o non complanari, realizzata a partire da pannelli in schiuma polyiso (PIR) rigida a celle chiuse sottoposti a una specifica lavorazione mediante fresature parallele a interassi regolari.

 

Gli intagli conferiscono al pannello la flessibilità necessaria per adattarsi alla geometria del manufatto, mantenendo le caratteristiche isolanti della tecnologia POLIISO®. La soluzione nasce in particolare per rispondere alle esigenze delle coperture realizzate con elementi prefabbricati in calcestruzzo, ma può essere utilizzata anche in altre applicazioni nelle quali lo strato isolante deve seguire superfici non piane.

 

La lavorazione POLIISO CURVO può essere realizzata sulle diverse tipologie di pannelli della gamma POLIISO®, consentendo di scegliere il rivestimento superficiale più appropriato in funzione della stratigrafia, del sistema impermeabilizzante e della specifica destinazione d’uso.

 

La geometria standard della lavorazione prevede fresature con passo di 50 mm, larghezza di 3 mm e profondità pari a 3/4 dello spessore del pannello. Questa configurazione permette all’elemento isolante di seguire progressivamente la curvatura del supporto, facilitando la posa rispetto all’impiego di pannelli rigidi tradizionali.

 

POLIISO CURVO è disponibile nel formato 1200 × 1200 mm, con spessori da 20 a 100 mm.

 

APPLICAZIONI CON POLIISO CURVO

  • Coperture curve in elementi prefabbricati di calcestruzzo
  • Superfici curve o sagomate
  • Superfici non complanari che richiedono un isolamento adattabile
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Vantaggi

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Utile da sapere

Si adatta alla geometria del supporto
Le fresature regolari permettono al pannello rigido di acquisire la flessibilità necessaria per seguire superfici curve e geometrie che...

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Avvertenze

Come fa un pannello rigido a seguire una superficie curva?
Le fresature interessano solo una parte dello spessore del pannello, lasciando una porzione continua che mantiene uniti i...

Applicazioni con POLIISO CURVO

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TETTO PREFABBRICATO e CURVO

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Domande frequenti - faq

Perché due pannelli con lo stesso spessore possono avere prestazioni molto diverse?

Lo spessore, da solo, non determina la capacità isolante.

Il parametro realmente importante è la conducibilità termica dichiarata (λD): più questo valore è basso, maggiore sarà la capacità del materiale di limitare il passaggio del calore.

Ad esempio, un pannello con λD pari a 0,022 W/mK può raggiungere la stessa prestazione termica di un altro materiale che richiederebbe diversi centimetri in più di spessore.

Oltre alla conducibilità occorre però valutare anche:

  • stabilità dimensionale nel tempo;
  • assorbimento d’acqua;
  • resistenza meccanica;
  • continuità dell’isolamento nella posa;
  • presenza di ponti termici.

Due edifici con lo stesso spessore di isolamento possono quindi avere consumi energetici molto differenti se il materiale, la posa o la progettazione non sono adeguati.

L’isolamento continua a funzionare anche dopo molti anni?

Sì, purché venga scelto un materiale certificato e installato correttamente.

Le prestazioni di un isolante non dipendono solamente dal giorno della posa, ma dalla sua capacità di mantenere nel tempo le caratteristiche dichiarate.

Per questo le norme europee richiedono che i valori di conducibilità siano dichiarati considerando anche l’invecchiamento del materiale.

La durabilità dipende inoltre da diversi fattori:

  • esposizione all’umidità;
  • raggi UV durante il cantiere;
  • qualità della posa;
  • compatibilità con gli altri materiali;
  • eventuali deformazioni dovute ai carichi.

Un sistema isolante ben progettato può mantenere elevate prestazioni per tutta la vita utile dell’edificio, contribuendo a ridurre i consumi energetici e aumentando il comfort interno.

Come posso evitare i ponti termici quando realizzo un isolamento?

Anche il miglior pannello isolante può perdere efficacia se la progettazione dei dettagli costruttivi non è corretta.

I ponti termici si concentrano generalmente in corrispondenza di balconi, pilastri, travi, serramenti, attacchi tra pareti e coperture o punti di fissaggio.

Per limitarli è consigliabile:

  • garantire la continuità dello strato isolante;
  • scegliere pannelli con elevata precisione dimensionale e giunzioni adeguate;
  • progettare correttamente i raccordi tra i diversi elementi costruttivi;
  • utilizzare accessori compatibili con il sistema isolante;
  • verificare i dettagli mediante calcoli termoigrometrici quando richiesto.

Una corretta gestione dei ponti termici non migliora soltanto l’efficienza energetica, ma riduce anche il rischio di condensa superficiale, muffe e degrado dei materiali nel tempo.

Quale ruolo svolgono gli isolanti PIR e XPS nel comportamento estivo dell’edificio?

I pannelli in poliuretano PIR e polistirene estruso XPS contribuiscono a migliorare il comportamento dinamico dell’involucro grazie alla loro elevata resistenza termica. Inseriti all’interno di una stratigrafia correttamente progettata, aiutano a limitare il flusso di calore verso gli ambienti interni, migliorando l’attenuazione termica e contribuendo al comfort estivo. Tuttavia, le prestazioni complessive dipendono sempre dalla progettazione dell’intero sistema costruttivo e non dal solo materiale isolante.

Temperature utilizzo pannelli in poliuretano?

Per quanto riguarda il poliuretano espanso rigido, non essendo un materiale termoplastico ma termoindurente, è utilizzabile in un range di temperature normalmente comprese fra -40 °C e +110 °C. Per brevi periodi possono sopportare anche temperature superiori. Lunghe esposizioni alle temperature potranno causare deformazioni alla schiuma o ai rivestimenti, ma non provocare sublimazioni o fusioni.
Questa caratteristica è particolarmente importante nell’applicazione degli isolanti in copertura, sotto manti impermeabili, sintetici o bituminosi, che richiedono la sigillatura a caldo dei teli o la posa mediante spalmatura di bitume fuso.

Il poliuretano fonde in caso d’incendio?

FALSO, Il poliuretano è un prodotto termoindurente perciò in fase di combustione non fonde, non rilascia gocce o particelle ardenti e mantiene sostanzialmente intatta la sua struttura durante le fasi di pirolisi e carbonizzazione.

Approfondimenti Tecnici

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